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Tassa rifiuti, Macerata tra le città meno care d’Italia

Macerata è la sedicesima città meno cara d’Italia e al secondo posto nelle Marche per quanto riguarda la tariffa sostenuta dai cittadini per la raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti (TARI). Un risultato importante e positivo frutto dei comportamenti virtuosi dei maceratesi e conseguente alle scelte politiche portate avanti dall’Amministrazione comunale in campo ambientale.

A renderlo noto l’Osservatorio nazionale prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che ogni anno fornisce un quadro delle spese sostenute dalle famiglie italiane in merito contenuto nel “Dossier rifiuti” che riguarda tutti i capoluoghi di provincia.

“Questo risultato che viene confermato da alcuni anni e che rappresenta un tangibile vantaggio per i residenti maceratesi – afferma l’assessore all’Ambiente Mario Iesari –  ci ricorda che, contrariamente a quello che spesso viene fatto intendere, attenzione all’ambiente e sostenibilità economica non sono obiettivi divergenti, ma possono far parte da una unica strategia di azione che da una opportunità alla qualità della vita delle prossime generazioni, a cominciare dai nostri figli, senza penalizzare le attuali. Nel nostro caso questa consonanza è ottenuta grazie all’impegno di tutta la comunità: cittadini, Cosmari ed Amministrazione Pubblica.”

I risultati, infatti, confermano anche quest’anno il successo del modello maceratese che non solo raggiunge performance molto buone per la quantità di rifiuti prodotta e per la percentuale di differenziata ma soprattutto è in grado di contenere i costi per i cittadini.

Infatti, secondo Cittadinanza Attiva, la Tariffa media annuale applicata ad una famiglia tipo di 3 persone con una casa di proprietà di 100 metri quadri raggiunge i 302 euro in Italia, scende a 238 nelle Marche, per fermarsi a soli 207 euro a Macerata. Una riduzione di un terzo rispetto alla media nazionale.

Macerata è seconda nella nostra regione dopo Fermo (197 euro), seguita da Ascoli Piceno (239 euro), Urbino (243 euro), Pesaro (263 euro) e Ancona (276 euro).

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